MEISTER ECKHART

“Abbandonare se stesso”

Traduzione Francesca Silvia Brugnoli

La gente dice: “Vorrei tanto vivere la pietà e il fervore che altri sembrano vivere, essere in pace con Dio, come altri lo sono, essere veramente povero.” O ancora: “Qualunque cosa io faccia ed ovunque mi trovi, non sono mai soddisfatto. Vorrei tanto essere lontano da dove mi trovo, senza occupazioni, in un monastero o in un luogo remoto.” In Verità, tutto questo non sei che tu stesso, la tua volontà che segui costantemente senza nemmeno rendertene conto.

Che tu lo ammetta o no, non sorge mai un' insoddisfazione in te, che non sia una tua creazione. Intendiamoci bene: Fuggire questo, andare verso quella cosa, evitare queste persone, ricercare uno stile o un'occupazione, non è altro che la tua agitazione. La causa delle tue difficoltà, non è nelle situazioni, sei tu stesso all'interno delle situazioni.

Ecco perché. Allora guardati e abbandonati. In verità, finché non ti liberi del tuo volere, per quanto tu fugga, ritroverai ovunque ostacoli e inquietudini. Cercare qualsiasi cosa all'esterno, la pace, un luogo di riposo, la società degli uomini, il tale modo di agire, gesti nobili, l'esilio, la povertà o l'abbandono di tutto, per quanto apprezzabile, tutto questo è niente, non conta nulla, non dà niente, soprattutto non la pace. Allo stesso modo la ricerca non porta da nessuna parte: più si cerca così, meno si trova. Prendendo un cammino sbagliato, non si fa altro che allontanarsi ogni giorno sempre di più.

Che cosa bisogna fare allora? Innanzitutto abbandonare se stesso, in modo da abbandonare ogni cosa. In Verità, colui che rinuncia ad un regno, al mondo stesso, restando se stesso,
non rinuncia a nulla. Ma l'uomo che rinuncia a sé, per quanto trattenga, ricchezza, onore o qualsiasi altra cosa, ha perso tutto.

Guarda, e lì dove ti trovi, rinuncia a te. Ecco il punto più alto. Sappi che mai nessuno è riuscito ad abbandonarsi a tal punto, da non trovare altro ancora da lasciare andare. Comincia da qui, muori al compito : è lì che troverai la pace vera e non altrove.

Alcune parole che il vicario della Turingia, Priore di Erfurt, Fratello Eckhart, dell'Ordine dei Predicatori, indicò ai suoi figli spirituali, che gli ponevano ogni tipo di domande quando erano riuniti per la cena.